Trasgressione e devianza
gen 21st, 2008 by admin
Parliamo di trasgressione. Il dizionario da questa definizione:“Il trasgredire e il suo effetto”
Alla voce “trasgredire” leggiamo “… oltrepassare i limiti del lecito e del consentito, non rispettare” e ancora
“… violare, eludere, disobbedire, venir meno a un comando”.
Esistono vari livelli di trasgressione.
La trasgressione dei White collar, brillanti operazioni finanziarie nel mondo dell’economia e della borsa,
dall’ insider training, ai falsi in bilancio, dalle scalate alle società quotate, alle scatole cinesi di strutture che controllano altre strutture in un perverso gioco di specchi senza fine.
La trasgressione dei politici che si collocano con protervia al di sopra della norma: l’uso consueto di sostanze illegali, l’uso personale delle Auto Blu, l’uso tutto italiano di votare “per conto” del compagno di partito, ecc.
Stiamo sempre dentro la definizione…oltrepassare i limiti del lecito, non rispettare…
Ma esiste trasgressione anche nei comportamenti dei Commercianti che gonfiano i prezzi, dei Professionisti
e Imprenditori che denunciano redditi inferiori a quello dei propri dipendenti, dei Baroni della medicina che sono presenti contemporaneamente negli Ospedali Pubblici e nelle Cliniche Private.
Esiste un trasgressione più sottile, quella di chi promette in cambio di favori: la raccomandazione per il lavoro, per la salute, per il figlio, per la casa, ecc. sino ad arrivare alla barbarie degli scafisti e dei mercanti di uomini, che promettono sogni impossibili e falsi in cambio di denaro.
Trasgressione in questo senso è sinonimo di sopruso, di sopraffazione, è il considerare la vita dell’altro un oggetto di poco conto, senza valore.
| Trasgressione è il licenziamento “causa esubero” di 2000 lavoratori, per riportare in attivo una azienda.Trasgressione è un canone di locazione di 800 euro per una casa di 40 mq.Trasgressione è uno stipendio di 1000 euro per un lavoratore.Trasgressione è un maleodorante coacervo di uomini politici che discutono, discutono senza convinzione e litigano senza sosta,affossando un paese. |
A questo punto, ma solo a questo punto, possiamo parlare di quelle forme di trasgressione che sono le azioni criminose, intese come tali dal comune sentire: furto, scippo, rapina, violenza, stupro, omicidio.
Questa trasgressione è semplice da documentare, ognuno di questi atti viola una norma, verso il patrimonio o verso la persona.
Non si discute sui reati contro la persona: prima di essere reati perché previsti dalla legge, esiste una ordine
interno, etico che impone di non nuocere al proprio simile
( quasi una sorta di legge della robotica).
Il Vangelo propone come il più grande dei comandamenti: Ama il prossimo tuo come te stesso.
Ma se discutiamo sui reati contro il patrimonio, allora le cose cambiano: del 90% dei furti non viene trovato il colpevole, del restante 10% gli autori appartengono ad una classe sociale inferiore.
La Vittimologia descrive scenari inquietanti: in una indagine condotta sulle vittime di 2077 reati solo 50 hanno una condanna adeguata.
Dove manca la certezza della pena è chiaro che prospera rigoglioso il crimine.
Oggi il mondo dei giovani si dichiara trasgressivo:
esprime la propria trasgressività sui muri,
sul proprio corpo,
attraverso i vestiti
Parliamo della trasgressività dei giovani. Ripensiamo alle emergenze “trasgressive” delle classi giovanili.
| Negli anni 60 l’emergenza giovani era soprattutto legata a condizioni di marginalità: il tossico apparteneva a quella fascia sociale emarginata, della periferia o dei sobborghi deprivati. |
| Negli anni 70 l’enfasi sulla trasgressività giovanile viene proposta in chiave politica e di contestazione: dagli extraparlamentari agli anni di piombo, dall’autonomia ai movimenti dell’autoriduzione . |
| Dagli anni 80 in poi il discorso dell’emergenza giovani si sposta sul campo della ricerca del piacere. |
I giovani della attuale generazione, quelli che con “con stile” TPS chiama bamboccioni, sono giovani senza speranza: cresciuti nella precarietà, senza aspettative legate alla sfera produttivistica, costretti a rimandare ogni opzione fondamentale ad una data da definirsi. Questi giovani incarnano un unico protagonismo, quello legato alla sfera dello svago e del consumo dove le condotte a rischio, le condotte devianti si prestano a tale scopo.
Condotte a rischio, ma che significa?
Quando parliamo di condotte dell’eccesso e di valutazione del rischio noi rimaniamo ancora in un orizzonte di razionalità, in cui conoscendo i rischi, li puoi prevenire con condotte diverse (pensiamo ai rischi di chi fa fuori pista o i rischi della frane,ecc…)
| Oggi non è più così.Il paradosso dell’epoca contemporanea, è che il rischio è una componente strutturale della nostra esistenza, fa parte della vita quotidiana (pensiamo all’11 settembre e agli attacchi terroristici di cui possiamo essere soggetti passivi ovunque). Pensiamo ai rischi in Borsa: i margini di previsione si assottigliano e crescono gli elementi di rischio. |
Chi è nato dopo il 1980 si trova di fronte una vita che gli adulti consigliamo di vivere in modo flessibile, assumendosi mille rischi. Viviamo in una società dalle mille potenzialità , ma anche dai mille rischi e navighiamo in mare aperto. Ecco perché è cambiata la dimensione del rischio: venendo meno l’aspettativa di carriera e il meccanismo della ricompensa differita può pagare su un arco di tempo lungo, riconosciuto al giovane di oggi il solo diritto-dovere al consumo, non resta altro che cercare il protagonismo nella sfera dello svago e del consumo dove le condotte a rischio si prestano a tale scopo.Dalla fine degli anni 80 anche in Italia, come prima negli States, emerge un fenomeno nuovo e significativo collegato alla
musica house e tecno, cioè l’ingresso delle nuove droghe stupefacenti estasi e metanfetamine lavorate con allucinogeni.
Anche questo aiuto i giovani a modificare il loro comportamento.
La tecno è una musica nuova dal DNA tecnologico, una musica adatta alle anime al silicio, ai blade runner degli universi metropolitani e caratterizzata dal prepotente predominio dell’elettronica. Con un campionatore si fa di tutto.
L’house e la tecno sono il simbolo del meticciamento e della contaminazione: da Detroit le voci delle coriste del Gospel spariscono, viene potenziato il basso e tutto diventa battito per minuto (180 battute al minuto).
La tecno diventa la l’ambiente.

Aumenta il tempo libero per la maggioranza della popolazione, giovani compresi.
| Così la notte, la discoteca e la tecno diventano nell’immaginario collettivo uno spazio e una dimensione temporale sottraibile alle norme, alle cadenze e ai modelli del giorno. |
In questo tempo si vestono vestiti diversi, maschere diverse, il corpo viene scolpito e dipinto come nelle tribù africane, e di tribù si tratta, si cercano spazi mentali diversi, si cerca il piacere in questa danza postmoderna, in questa società postmoderna caratterizzata da paura e incertezza. Ma la notte e la discoteca e la musica tecno evocano il luogo ideale per la ricerca e la scoperta del piacere. Qui e adesso siamo e cerchiamo il massimo.
Qui e solo qui si gioca il protagonismo, negato durante il giorno nei valori che avevano un senso prima. E questo protagonismo passa anche attraverso una vecchia molecola rivista e rifatta l’MDMA.

Allora cominciamo ad avere una visione diversa e meno riduttiva delle notizie delle tragedie del sabato notte.
-la notte come tempo per sovvertire l’ordine del giorno
-la tecno come battito etnico, come sound per anime al silicio
-la discoteca come santuario per le liturgie del piacere
-la mdma come sostanza che permette di alterare la propria coscienza e massimizzare gli altri tre elementi.
Parallelamente allo sviluppo dei contesti dance, dapprima nella legalità e poi come antagonista, prende forma la cultura rave. I centri sociali Forte Predestino a Roma, Leonkavallo a Milano, Livello 57 a Bologna assumono i contorni e le caratteristiche dei contesti off, illegali.

La TAZ o zona temporaneamente autonoma è una sorta di spazio liberato dalle costrizioni dell’ economia , in cui accendere le luci del piacere tramite occupazioni temporanee.
L’accensione di un generatore in una fabbrica in disuso da anni, da energia ad un sound-system che permette di ballare e provare piacere . E’ una trasformazione chiara. In una fabbrica in cui 30 anni prima si stralavorava, oggi ci si stradiverte, si stra-balla.
In entrambi gli spazi il tempo libero della notte viene vissuto come un tempo liberato, un continuum giorno-notte-giorno in cui sperimentare il piacere.
Sull’incapacità degli operatori del settore di vedere in anticipo la trasformazione nel mondo giovanile, e specificatamente, il passaggio dall’eroina all’estasy, c’è da fare un discorso, che può essere riassunto in tre punti molto semplici:
-si è applicato acriticamente il modello di interpretazione delle vecchie droghe alle nuove droghe, immaginando che poi tutto sarebbe rientrato nel mare magnum della tossicodipendenza classica;
-si è negato il problema, cioè siccome queste sostanze non davano dipendenza, non provocavano morti da overdose, non determinavano marginalità sociale o disinserimento lavorativo, allora il problema non esisteva, e dunque non valeva la pena di interessarsi di un piccolo gruppo non pericoloso e con scarsi riflessi negativi sul sociale;
-si è considerato l’ambiente del consumo (discoteca, feste rave, comunque luoghi di divertimento) non come determinante per comprendere il problema, contesto molto diverso dai luoghi di marginalità sociale dove si consumava la più classica delle droghe.
Insomma abbiamo perduto il treno per cogliere quei segnali di cambiamento epocale, quella rottura di un continuum dei valori delle nostre generazioni e delle loro.
Se non per banalizzare tutto e ribadire la pericolosità di certi comportamenti e l’inattendibilità dei giovani e colpevolizzare le discoteche, luogo di perdizione per i giovani, e anteprima delle stragi del sabato.
I giovani oggi parlano una lingua sconosciuta al nostro lessico maturo, e l’era della condivisione dei valori, per ora o per sempre, sembra finita.
La frattura c’è stata e di questo bisogna prenderne atto.
(Per tutta la parte sui giovani, le condotte dell’eccesso, tecno e MDMA è stata utilizzata, molto spesso riga per riga, l’introduzione del seguente testo: Giovani e nuove droghe: 6 città a confronto, a cura di F.Bagozzi e C.Cippitelli, Franco Angeli)







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