Poesie 5-8
gen 28th, 2008 by admin

Perché rincorrere pensieri
Perché rincorrere pensieri inafferrabili e sottili
Cullati da ondivaghe ossessioni
Tra vacui frastuoni di ossa
E ritorti gambi di primule?
Soffermarsi in attenta visione
Di foto dall’incuria sbiadite
È già una scientifica mossa
Per lugubri maestri di scacchi.
Perché ritornare col tempo ad inutili moti dell’anima
Che portano noia,sbadiglio, indolenza?
Perché aggrapparsi a vite spazzate,
con la memoria rivestite di abiti sciatti e lisi?
Spiriti vinti dal mondo,
anime lacerate in sofferenze triviali
a stento conducevate buoi nella stalla,
come avete sospinto i vostri tramonti
verso la curva linea dell’orizzonte?

Ma non vedete
Ma non vedete come mi attraggono
Queste bocche di fuoco
E come in un turbine
Mi succhia questa gelida pece?
Chi mi aiuta a cercare in questo glaciale bollore
I miei sensi travolti da mostri maculati,
aquile deformi, fiere distruttrici delle mie volontà imbelli
che passo passo cercano con rabbia la loro fronte?
Le ho sentite sgomitare fino a scomparire
In un labirinto di ruvide
E bislunghe pareti
In uno stillicidio di soffi d’aria scrosciante.
Pioggia che brilla eterea, ritmica, gradita.
Salire tratturi di montagna
Impervi come una scala per il cielo
E vaneggiamenti di dolore nel profondo
Del mio frivolo soffrire.
Come quel fuoco,
come quella pece,
come quel rigido bollore.
Come quella pioggia che stilla sottile,
battente, eterna.

Se cenere resta
Se cenere resta di nostra memoria,
con vivido alitare a forza sospingete
o spiriti dell’oblio,
l’ardita fiamma della vostra sconfitta
e, pur digrignando
il canino ceffo
dei vostri volti,
il placido incedere del tempo
per voi si muterà
in sordida mercede

Che dirà il pescatore
Che dirà il pescatore
Guardando il filo dei tuoi capelli?
Che dirà l’elfo
Ascoltando il tuo passo nel bosco?
E il cacciatore
Rimarrà in attesa del volto guardingo
Della cerva preda?
E che dirà lo gnomo
Di un lembo della tua veste
Impigliata in un cespuglio di felci?
E infine
Il signore degli arbusti e delle acque
Delle radure e delle grotte
Dei sentieri e delle praterie
Che dirà al cospetto
Di un lattiginoso angolo di tua pelle?
Alla divinità delle terre
Ti sacrificherà
O ti eleverà a giustiziere
Delle superbe fronde?






