Poesie 28-31
gen 29th, 2008 by admin
Siate lesti
Siate lesti nel vostro viaggiare,
uomini senza tempo,
uomini degli spazi eterni,
siate impavidi nel vostro insegnare.
A voi, strumenti di fede,
non sia concesso un solo saio,
sia dato in dono un pasto di vita eterna
sia depredato il vostro stupore.
Pestate con i piedi il Giudeo
Nel fango e fatene cerchi
Da asciugare al sole.
Raggiungerete il Monte,
genuflettetevi in preghiera,
implorate la salvezza,
spogliate il ricco,
fustigate l’empio,
imprecate la pace,
odiate la famiglia,
espiate il tradimento,
consumate il divino sangue,
e tornate, tornate al fango
seccato al sole.
Vi tocca una moneta ciascuno
Sotto il sicomoro dei trenta denari.

Sono giorni perduti
Sono giorni perduti in un fitto fogliame
Di limbi cespugliosi e sfioriti,
in sonni agitati da figure sminuzzate
dal corrodere dell’inerzia degli anni.
Sono ritorni di rabbia posseduti
Da istrionici malesseri da guitti di teatro,
fugaci apparizioni di esseri sfuggenti
ammutoliti da bavagli di pezza colorati.
Scalpitanti amazzoni su cavalcature da giostra
Tendono mani e vendono stranezze,
sogni tradotti dall’ondeggiante
leggerezza di gracili ormeggi.
Al rattoppo di cervelli crollati
Sotto i calcoli del tempo
Si ingegnano manutentori
Di mnemoniche nevrosi.
Non è la follia il rimpianto più struggente.
E’ la presenza di un vuoto.
Di un vuoto sempre più pieno.
Pieno di niente.

L’amore lascia
L’amore lascia mille strade aperte,
Ma una è poi quella che per sempre richiude.
L’amore ha ali grandi come una foresta fluviale
Ma uno è il grande frutto che, scorrendo,
la rende verde e rigogliosa.
L’amore è puntato verso milioni di astri,
ma solo la luna gli fa da specchio
nel pozzo in una notte di pioggia.
L’amore è una piccola cosa.
L’amore è come la vita,
conosce un solo modo per nascere
e mille per morire.

Oggi te ne vai Nello
Oggi te ne vai Nello, vecchio cantastorie,
Nello il Silano, bastone per occhi e pescatore.
Oggi vai a riprenderti vita e vista
In un posto lontano da qui,
distante come dal monte al mare.
Con una figlia moglie che accende
Ogni volta il tuo sguardo nel vuoto
Quando ne pronunci il nome.
Nello, il magro, barba da fare,
scompigliati i folti capelli
da un berretto nero
con la tua bocca senza perle,
ma bruna di nerofumo.
Nello, tre segni di croce al ricordo
Di una donna troppo presto richiamata.
Nello, la sua radio e le sue pile da cambiare
Le sue cuffie e la sua musica di danza paesana
Da vecchio cantore di montagna.
Nello con me, caffé e sigaretta,
Nello in attesa in quello stretto corridoio,
Nello che aspetta Katia, il suo amore
Nello che piange quei pochi amici che lascia
E saluta nella sua lingua così ardua e severa.
Nello che posa il bastone, Nello che mi abbraccia
E mi stringe non con le sue mani,
ma con le povere forze delle sue ossa.
Ti ho seguito con lo sguardo, Nello
Fino a quella porta, quella porta
Scura e intarsiata come da un artista
E una lacrima, una sola,
leggera come te, Nello,
ha preso ha scendermi
lentamente da una ciglia
e poi sempre più giù
fino alle labbra che,
assaporandola,
senza quasi che me ne accorgessi,
si sono schiuse in uno spento sorriso







